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The Virtual World Language: the communication "via-avatar" - La recensione della conferenza di Jeffrey Ventrella

The Virtual World Language: the communication "via-avatar" from MarioEs on Vimeo.

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Quello di di domenica scorsa con Jeffrey Ventrella è stato il primo incontro internazionale in inglese che abbiamo organizzato al B2B Club grazie anche ad una collaborazione sinergica con Orange Island, la community di Second Life che "fa capo" all' omonimo operatore di telefonia cellulare francese, rappresentato dall'ottimo Nicolas Barrial aka Nick Rhodes, che ha condotto egregiamente la serata consentendomi di poter seguire agevolmente nella chat di gruppo di Brain 2 Brain la traduzione di Andret Beck aka Andrea Romeo, i commenti e le domande dei brainers che ho poi provveduto a formulare a Jeffrey.

Una formula, questa, che ritengo (e spero!) sarà destinata ad una evoluzione in senso sempre più professionale (con traduzione in voce istantanea nella call di gruppo da parte di interpreti) in modo da consentire al progetto B2B di poter ampliare il proprio raggio d'azione su scala internazionale.

Jeffrey Ventrella, che ringrazio ancora per la squisita collaborazione, ci ha introdotto al linguaggio del corpo degli avatar (che è anche il titolo di un suo libro di imminente pubblicazione negli Usa, "The avatar body language"), che al momento è ancora abbastanza "carente" in Second Life pur avendo fatto grossi passi avanti rispetto ai primordi.
Se ci riflettiamo, basta osservare il viso e le mani dei nostri avatar per renderci conto della carenza espressiva e quindi di comunicazione che essi mostrano.

In realtà Jeffey, che ricordo è stato uno dei co-fondatori del mondo virtuale There.com e che è un un'artista digitale, quando era ai Linden Lab aveva messo a punto un software per dare maggiore espressività agli avatar, ma i Linden all'epoca (e tutt' ora) erano maggiormente focalizzati sulla stabilità della piattaforma di Second Life, frequentemente soggetta a "crash", per cui non hanno dato corso (a torto!) a questa sua iniziativa.



Alcuni di noi forse potrebbero pensare che, in fin dei conti, un avatar molto realistico non sia poi così necessario per comunicare in un mondo virtuale.

Questa ipotesi, che pure può essere condivisibile, dipende però da che tipo di comunicazione e di relazioni vogliamo intrattenere nel mondo virtuale.

Premesso che i mondi virtuali, come ha detto Jeffrey, sono uno "state of mind" e quindi per loro natura esprimono e rappresentano il nostro immaginario e la nostra immaginazione, è anche vero che essi molto probabilmente potrebbero essere "destinati" a sostituire sempre più le relazioni a lunga distanza come, ad esempio, le conferenze culturali, i briefing e le riunioni aziendali o le comunicazioni istituzionali, consentendo come ha sottolineato Jeffrey un notevole risparmio in termini economici ed ambientali (immaginiamo solo i voli aerei).
Infatti, non esiste solo Second Life ed i mondi virtuali sono sicuramente destinati ad una discreta proliferazione in base alla loro destinazione d'uso.

In tale ottica, è chiaro come l'avatar dovrà dotarsi di un suo particolareggiato "linguaggio del corpo", ovviamente adeguato al mondo virtuale in cui è immerso ed alla comunicazione che esso intende veicolare.
Ad esempio, Jeffrey ha sperimentato un "gestural Turing test" (ricordiamo, molto in sintesi, che il test di Turing per l'intelligenza artificiale è quel test che, se superato, permette ad una "macchina" di essere scambiata per un essere umano) per riuscire a creare degli avatar che avessero un linguaggio del corpo "ad immagine e somiglianza" umana.


Attualmente, gli avatar di second life hanno delle "gestures" che, per quanto sempre più raffinate, sono forse ancora alquanto "semplici" in termini di espressività : i programmi di intelligenza artificiale impiegati sono evidentemente poco "tarati" su effettivi studi sulla comunicazione del corpo umano.

L' "avatar puppeteering" è una possibile evoluzione verso quello che Jeffrey definisce il "semi-autonoumus puppet", ossia l'avatar che viene gestito con maggiore interazione dal suo "alter ego umano" (uso questa espressione quasi a voler dare una vita "semi-propria" e meno "automatica" al puppet, hehe) e di cui di seguito vi propongo una breve dimostrazione tratta dal sito linkato prima:


Inoltre, è immaginabile un futuro in cui l'avatar apprende i movimenti in base all'interazione con il suo "burattinaio"-proprietario, anche in base alla voce per quanto concerne le espressioni facciali.

Come dicevo prima, non ci saranno limiti però all'immaginazione perchè i mondi virtuali non devono essere una replica del mondo reale e, quindi, l'espressività degli avatar "umani" sarà uno degli aspetti evolutivi di un più ampio linguaggio del corpo virtuale che riguarderà tali mondi che saranno sempre a metà strada fra fiction e realtà ma anche totalmente di fantasia.

Infine, Jeffrey non ritiene che i mondi virtuali possano avere effetti particolari sul nostro cervello e sulle nostre emozioni che già non si verificano nella realtà, anche se ha osservato che ci possono essere meccanismi di identificazione (pensiamo ad un avatar che ci rappresenta per anni in un mondo virtuale) e cattivi utilizzi come un tempo eccessivo trascorso in questi mondi (abbiamo parlato a B2B degli hikikomori) di cui dobbiamo essere consapevoli per evitare patologie anche gravi.

In ogni caso, il rapporto con il corpo avatarico sembra che ci riporti indietro nel tempo a quando eravamo teen ager e ci osservavamo con terrore i brufoli allo specchio: se indugiamo troppo, ci sta capitando molto probabilmente una regressione di tal tipo!!

Last but not least, i miei particolari ringraziamenti vanno all'artista Arcana Jansma per la sua stupenda e simbolicamente pertinente ambientazione (bellissimi il pinocchio e la matrix!) e ad Andret Beck per aver reso possibile questa conferenza.

Gli incontri internazionali al B2B continuano con una conferenza-intervista il prossimo lunedì 29 giugno nella sim di Extralab con l'artista francese Prince Paskua con il quale parleremo del Manifesto del Movimento per la Metamorfosi del Mondo, da lui sottoscritto con Edgar Morin e Pierre Gonod.

Stay tuned :-)

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Brainseller Commento da Brainseller su 15 Giugno 2009 a 16:19
a tempo di record :)

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