Al di là della mente: cosa significa? Questo è il titolo dell’11° conferenza internazionale che si terrà a Milano dal 15 al 18 ottobre, dove rappresentanti del movimento transpersonale di oltre trenta nazionalità si confronteranno sulla natura della coscienza.
Oggi la moderna psicologia ammette l’esistenza di un livello trascendente che comprende tutti gli altri e li armonizza in una sintesi.
Transpersonale significa infatti “ al di là del personale ” e definisce una realtà che va ben oltre quella percepita dai nostri sensi, un universo le cui leggi sono al di là da quelle della fisica classica.
Nella conferenza che ho menzionato l’intento è di Osare aprire la strada verso un’ecologia della mente, per tracciare una via del cuore nell’educazione, nella scienza, nel mondo delle organizzazioni e della società civile.
L'idea centrale della Psicologia Transpersonale è che l'uomo non sia semplicemente un'unità bio-psichica, ma un insieme aperto e collegato, nella sua realtà più intima, profonda, ad una dimensione 'spirituale' onnipresente.
C'è dunque un recupero esplicito dell'aspetto trascendente dell'esistenza, senza che questo implichi l'adesione ad un credo o ad una tradizione particolari. Si tratta, infatti di un approccio scientifico e non fideistico: non prende avvio da rivelazioni dogmatiche, ma da una ricerca attenta e sistematica sugli stati di coscienza non-ordinari: nel Cristianesimo esoterico essi vengono delineati come "regno dei Cieli", nello Zen si parla di satori; nel Taoismo di “vuoto"; nel Sufismo di "estinzione dell'Io", nello sciamanesimo di transe organismico e nel Buddhismo di nirvana. Se il personale ordinario, nella sua limitazione, tende a essere costrittivo e separato, il transpersonale sottolinea la nostra fondamentale unità con la vita e con gli altri, tutti essendo parte di quella Realtà ultima di cui viviamo e per cui viviamo.
Esiste una “unità fondamentale del creato”, così come la tradizione dello “Sciamanesimo” ha da sempre asserito, in accordo con quella che viene denominata filosofia perenne.
I confini tra mondo visibile e invisibile, corpo e mente, materia e spirito tendono a svanire, e l’universo interiore si prospetta come quel “microcosmo” che riassume in se tutte le dimensioni del macrocosmo.
Questo mondo è di natura olistica, in quanto non è una sfera di cose e di eventi separati. È invece un mondo olistico d’informazione e di partecipazione, dove ogni particella è reciprocamente informata da ogni altra. Nulla è passivamente determinato, essendo una “in-formazione” attiva e determinante, una comunicazione effettiva e costante attraverso la quale tutto è “in-formato” da ogni più piccola particella, e viceversa.
La base scientifica dell’olismo è il paradigma olografico basato sulla coerenza tra micro e macrocosmo, tra l'Uno e il Tutto, dove il Due si fa Uno, scomparendo la dualità in favore dell’unità. Ogni frammento olografico è parte inscindibile e fondamentale del Tutto, in quanto contiene le stesse informazioni della sua matrice: Ogni parte è connessa sincronicamente e, nell’incontro col limite, forma uno stato di coscienza che determina l'informazione e la creatività individuale in un certo contesto.
Il cervello è visto come un ologramma che interpreta un universo olografico, dove ogni neurone possiede l’immagine e l’informazione del tutto.
La sincronicità e le coincidenze significative, prendono senso in un siffatto universo olografico. Non esistono pensieri o sogni casuali, ma tutti rispondono a principi olografici. Vale a dire che "L'incertezza nell'accadimento degli eventi è solo superficiale...". Ci sono simmetrie sottostanti, e quindi non esistono eventi puramente casuali. È per questo che lo sbattere d’ali di una farfalla può avere conseguenze di grande ed impensabile portata.
Data questa base teorica, questo assunto per cui viviamo in un universo olografico, con un cervello che funziona con i principi dell’ologramma, possiamo chiederci: come possiamo indagarlo? Se le fotografie del cervello non possono dare altro che immagini morte, anche quando vengono chiamate “in vivo”, con quali altri strumenti possiamo registrare le onde cerebrali, andando al di là delle tecniche ordinarie?
La risposta, a mio parere, si ha a partire da quelle tecniche originali nel senso di antiche e mai esattamente ripetibili, tecniche senza uno scopo altro da quello di stare a vedere cosa succede. È per questo che parlerò di sogni e di una metodologia rispettosa dei sogni. Rispettare i sogni significa, per me, arrestare il proprio Io “alle soglie del mistero” per permettere al mare dell’inconscio di ondeggiare insieme al mare onirico. Nella matrice originale tutto è copresente e interconnesso, ogni punto è costituito da un’immagine olografica del tutto, sia in termini spaziali che temporali. In questa situazione l’interpretazione del simbolo onirico è sempre strettamente personale ed occorre per questo lasciarla alla porta. Ciò permette di rispettare il processo energetico che si sta svolgendo nella psiche.
grazie Marco di aver scritto qui quella che è stata anche la tua introduzione all'incontro. Il "cervello olografico" mi sembra un argomento davvero molto interessante da approfondire con te nel tratto a venire :-)
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