Commento da Neupaul Palen su 7 Febbraio 2009 a 19:49
D'altronde in periodi di confusione, crisi economiche e vuoti legislativi qualcuno deve pur risolvere i problemi,no? Ce lo insegna la storia della Repubblica di Weimar.
Commento da Neupaul Palen su 7 Febbraio 2009 a 19:45
anzi scusate: Meno Male che Silvio C'è
ops
Commento da Neupaul Palen su 7 Febbraio 2009 a 19:44
Certo e meno male che in Italia abbiamo Berlusconi.
Napolitano ha spiegato bene le ragioni costituzionali del suo diniego :)
E' ampiamente comprensibile, altresì, non condividere che sia stata una sentenza della magistratura a decidere del caso in questione.
La vita, come la morte del resto, non può dipendere da una sentenza.
Ecco perchè occorrerebbe una legge (non un decreto-legge) sul testamento biologico, che sia condivisa su ampia base parlamentare.
Commento da Neupaul Palen su 7 Febbraio 2009 a 18:25
fa estremamente piacere constatare la tua profonda conoscenza del diritto costituzionale e pubblico Gabriele. Come ben saprai, però, è prassi istituzionale ai fini del varo di un Decreto Legge il consultarsi da parte del Governo con il Presidente della Repubblica che quel D.L. deve firmare.
E non potrai non concordare con me che il gesto di Berlusconi è senza dubbio di una inaudita violenza istituzionale.
Caro Zyg,
messa così, è ovvio che qualunque lettore interpreti il messaggio: Berlusconi si sbaglia.
Non voglio annoiare questo uggioso sabato pomeriggio dove tutti sembrano aver decretato la morte di Eluana come sacrosanto diritto. Quindi cercherò di essere stringato.
La decretazione d'urgenza è una pratica quotidiana dei governi italiani sin dall'alba di questa triste repubblica. E' una prassi quasi obbligata per aggirare le secche di un parlamento che non funziona perchè malcongegnato. L'attività legislativa è dispersa nelle commissioni e nelle loro sottocommissioni, che spesso operano in sede redigente, che in sè è un istittuto che contraddice la sovranità parlamentare perchè delega anche l'approvazione di un disegno di legge alla volontà di una singola commissione. Però nessuno dei commenti postati su aNobii si è scomodato a comprendere questa disfunzione del nostro parlamento. Hanno sparato le loro cartucce a salve ideologiche, anche perchè la banalità è l'arma ufficila in dotazione all'esercito degli opinionisti di ventura.
Lo stato di diritto non è uno stato etico, perciò un tribunale non può giudicare sulla vita e sulla morte. Il governo non ha commesso nessuna violazione costituzionale ad esercitare il suo diritto alla decretazione d'urgenza. Lo facevano i precedenti governi, lo fa pure questo. Però visto che il premier si chiama Berlusconi, allora sbaglia comunque. Ogni volta che la destra ha provato una riforma costituzionale presidenzialista è sempre stata accusata di voler rimontare un regime autoritario camuffato dal plebiscito popolare. Adesso la sinistra vuole il presidenzialismo - allora la sinistra è diventata autoritaria? Fatemelo sapere, così voto anche io il neo-duce D'Alema e organizzo una manifestazione di "Fascisti per Veltroni".
Le derive della legalità hanno sempre condotto ad aberrazioni della democrazia. Il governo dei giudici è unanimemente considerato una patologia che insorge quando i poteri di una democrazia sono in panne. Eppure anche questo aspetto sembra sfuggire ai paladini improvvisati della nostra democrazia tricolore, che
ha tanto sofferto proprio per il parlamentarismo la cui crisi finale ha prodotto un vuoto di potere colmato dall'intervento, più o meno consapevole, della magistratura. A quanto mi risulta, i magistrati non sono eletti
dal popolo e neppure il presidente della repubblica. Mi pare più democratico un governo e una maggioranza parlamentare. Però capisco che la cultura della morte possa istigare ad una sorta di morbosa affezione verso la non-democrazia, che agisce a colpi di verdetto giuridico. Appunto: i tribunali sono sempre l'anticamera della ghigliottina, cioè della morte.
Spero che il dibattito si sollevi da questi livelli superficiali, giustificati dagli stati d'animo e da una informazione che si è già schierata.
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