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Proviamo anche questo!
Sembra interessante; verrò a visitare il centro e l'organizzazione dei corsi.
:) bye, have a good day!

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Risposte a questa discussione

Grazie Eleonora della tua visita. Spiego meglio di cosa si tratta.
Paideia e' una struttura su Second Life capace di assicurare ai partecipanti un apprendimento libero, autonomo e in autogestione. Si tratta di una specie di circolo culturale dove si studiano insieme testi o qualsiasi materiale didattico, incluso lezioni frontali con esperti o docenti, letture collettive, momenti d'incontro e scambio in compresenza e non, uso strumentale del web tradizionale con forum e wiki.
Le lezioni frontali di docenti e il web tradizionale sono intese come risorse didattiche, non un tutoraggio a tutto campo, la novità è che i partecipanti apprendono gli argomenti soprattutto in mutua formazione. Sono loro che decidono come e cosa fare.

Si fanno, insomma, dei gruppi di studio.

Attualmente le attività didattiche in corso di avvio sono queste: http://www.centro-paideia.org/corsi

Il centro Paideia è situato su Second LIfe nell'Agorà Saturnia (51/176/24),

il link è questo: http://slurl.com/secondlife/Leiter/51/176/24

Ciao
Piados

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Si,
sto teleportandomi al centro.
e sto anche guardando il sito sul web. Sembra una piattaforma moodle, vero?
Ci sono alcuni corsi che mi interessan, tipo LSL, Gimp, photoshop, nuove tecnologie.
La formula anche sembra interessante; provo ad iscrivermi alla piatatforma ed ai corsi; il tempo è un arisorsa da non sprecare e se si può imparrae in modo asincrono (a pare le lezioni) è meglio.
Un saluto
Eleonora

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La mission di Paideia è questa.

L'attività didattica in generale è già entrata a far parte delle nuove tecnologie sia direttamente sia indirettamente: la rete stessa brulica di iniziative di formazione on line da una parte e da un'altra vi sono scuole, università e simili che usano l'it come supporto alla propria attività didattica.
Il web si adatta alla domanda di formazione creando software per l'elearning ad hoc, gestibili facilmente, tipo “moodle” o ”docebo”, gratuiti e open-source. Con le potenzialità di internet l'apprendimento va ad essere liberalizzato rispetto al tempo e allo spazio dove tradizionalmente si svolge: si possono fare cicli di domande e risposte, conferenze, seminari, workshop. Tuttavia, il fenomeno resta incorniciato in strutture classiche della didattica: scuole, università, enti formativi istituzionali oppure privati, competenti a vario livello.
Ciò che manca è la libertà di imparare fuori da queste cornici istituzionali o private, in un contesto dove il sapere non si trasmetta in maniera verticale, ma orizzontale.
Il passaggio di competenze e di cultura di solito passa da chi le detiene a chi non le ha. Detenere la cultura, in qualche modo, significa avere un certo potere ed il passaggio di informazioni è quindi gerarchico e verticale, anche nelle forme più aperte di comunicazione e dove non si faccia pesare i ruoli “io so” e “tu impari”.
Questa gerarchia non è sempre negativa o è sempre positiva, è semplicemente un modo di fare didattica. C'è un altro modo. C'è un modo dove il passaggio di informazioni passa da pari a pari, dove la trasmissione di cultura è orizzontale e dove la passione per la materia studiata e la propria volontà d'apprendere è la cornice entro cui si sviluppa il processo didattico.
Nella documentazione del software elearning “moodle” questo modo si chiama “approccio costruzionista e sociale”: si tratta di un apprendimento basato su una “costruzione di mondo”, in una trama di rapporti sociali in cui la conoscenza è condivisa e dove si enfatizza il fatto che i discenti possono contribuire all'esperienza formativa in molti modi. Questo assegna importanza al fenomeno di cooperative learning ed è quello che noi proponiamo. Chi non ha fatto i percorsi di apprendimento tradizionali ha quindi la possibilità teorica di rifarli in maniera alternativa, indipendente, informale, come dove e quando vuole. E' un opportunità formativa che può essere, non di meno, d'ausilio, di supporto e complementare, a quelle più classiche e istituzionali.
Osservandoli su internet si vede che gli eventi formativi sul web tradizionale , cosiddetto "web 2.0", non decollano, con poche eccezioni. Il problema è che il web 2.0 è troppo impersonale. Si fa molto uso di testi ed in maniera verticale. Alla fine si riduce tutto ad uno scambio di email sugli argomenti studiati e la scarsa vivacità ha il sopravvento, addormentando l'interesse didattico dei partecipanti. I partecipanti dovrebbero, invece, essere artefici della loro formazione, viverla e costruirla. Forse i mezzi del web 2.0 non hanno buona usabilità quando si tratta di cooperative learning. Potrebbe invece avere i mezzi giusti il web tridimensionale, come ad esempio Second Life.
Second Life è una comunità viva dove le persone sono proiettate in questa attraverso una sagoma corporea, una voce, delle gestualità, si conoscono e si frequentano interagendo.
Su Second Life già si studia e si impara, ma non si è ancora vista una struttura autogestita per fare questo e per farlo sulla base del solo interesse personale dei partecipanti dove la conoscenza si distribuisce orizzontalmente tra questi.
Gli strumenti di comunicazione ci sono già dall'origine (chat vocale e possibilità di esporre testi) e strumenti per l'elerning come lavagne proiettori e simili sono stati aggiunti.

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